Abissi

gennaio 27, 2019



Oggi è il giorno della memoria e d'un tratto, come per magia, ci ricordiamo degli abusi, delle torture, delle violenze, della discriminazione, dell'odio e della sofferenza che ha patito una frazione dell'umanità. 
Oggi avrò visto un centinaio di pigiamini a righe condivisi su Facebook, in TV solo film ambientati negli anni quaranta e servizi sui ghetti. Oggi la parola indifferenza rimbomba nelle bocche di tutti: ma perché nessuno si opposto quando li portavano via, quando strappavano i bambini dalle braccia delle madri, quando facevano sfilare scarpe e occhiali, quando appendevano cartelli di divieto fuori dai negozi? Come è potuto succedere che persone, umani, venissero trasportati sui dei carri bestiame? Con quale coraggio, quale mostruosità, hanno sperimentato sulla pelle di  bambini malattie infettive? Di chi era la colpa? Erano dei pazzi? Com'è possibile che tutti fossero pazzi, che chiunque avesse perso la ragione? Nonna, perché non avete fatto niente, perché siete rimasti a guardare?

Tra settant'anni ci sarà un altro giorno della memoria, un giorno diverso da oggi, magari invece che a gennaio sarà ad aprile oppure a ottobre, chissà.
Passeranno in TV film di barconi e pesci, su Facebook foto di centri sgomberati e di bambini inermi riversi sulle spiagge. La parola indifferenza rimbomberà di nuovo, ma stavolta non nelle nostre bocca ma in quelle dei nostri nipoti, verranno a farci delle domande questi nostri nipoti, ci chiederanno perché nessuno si è opposto quando potevate salvarli, quando li vedevate in TV morire affogati. Perchè non avete gridato alla follia quando hanno impedito loro di scendere da quelle maledette navi, quando li hanno costretti a tornare nelle prigioni africane? Com'è possibile che persone, umani, venissero trasportati su dei gommoni come quelli? Voi lo sapevate?, ci chiederanno, sapevate cosa stava accadendo? Di chi era la colpa? Eravate dei pazzi? Com'é possibile che tutti aveste perso la ragione? Nonna, tu dov'eri mentre queste persone venivano degradate, torturate, discriminate? Dov'eri quando le riportavano nei loro lager africani? Dov'eri quando chiedevano aiuto? Nonna, perché non avete fatto niente, perché siete rimasti a guardare?

Io so cosa sta succedendo? Io dove sono? Io cosa faccio?
Tra settant'anni i nostri nipoti ci parleranno di indifferenza, allora è bene iniziare a domandarci già ora dove siamo e cosa facciamo. Prepariamoci una risposta da adesso, e che sia una risposta convincente, perché tra settant'anni i nostri nipoti ci faranno delle domande e noi dovremo rispondere che sì, sapevamo tutto, che stavamo a casa, che non facevamo niente e che ci andava bene così. 


Ludo.


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14 commenti

  1. Io vengo da una famiglia di partigiani, mio nonno mi raccontava i giorni della guerra, la cattiveria, quando dovette nascondersi sotto i cadaveri, quando vide e sentì quanto la cattiveria umana possa fare male e devastare! Grazie a lui non so essere indifferente, mi ha insegnato che ogni giorno è una lotta per la libertà di qualcuno...che l'altro è simile a noi e quindi va accolto, ascoltato e aiutato! Io spero in un mondo di non indifferenti...

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    1. L’umanità sembra avere la memoria corta, Fede. Però c’è chi resiste, chi non è indifferente. Io ci sono, ci sei anche tu, ci sarà pur qualcun’altro.
      #bellaciao #primagliesseriumani

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    2. Sai una cosa che mi ha dato molto fastidio? Come abbiano reso Bella Ciao una canzone da discoteca remixandola in maniera abominevole a mio parere!

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    3. Mi sento graziata: ho avuto la fortuna di non averla mai sentita.

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  2. A great post! < 3
    I am following you and invite you to me
    https://milentry-blog.blogspot.com

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  3. quanto hai ragione :( e dovremmo seriamente far qualcosa quando c'è chi ha bisogno d'aiuto
    baci
    Carmy new post

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    1. Bastano le piccole cose, non servono i grandi gesti. Basta la solidarietà, l'umanità, basta farci sentire.

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  4. Hai proprio ragione... che poi secondo me ci sarebbe pure tanta gente che aiuterebbe volentieri le presone in difficoltà, ma di certo tutto il sistema (mass media e social compresi, che non fanno che diffondere notizie false e tendenziose) rendono qualunque azione praticamente impossibile!
    E ad un certo punto, per quanto ci sia la buona volontà, tutti abbiamo limiti, problemi e vite da mandare avanti, per cui se trovi troppi paletti alla fine desisti...
    Baci!
    S
    https://s-fashion-avenue.blogspot.com

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    1. Non sono d'accordo.
      E' vero che tutti abbiamo dei limiti, è vero che abbiamo delle vite da mandare avanti ma questo non significa che la vita degli altri non sia affar nostro o, peggio, che valga meno della nostra.
      Il "sistema" alimenta l'odio perché al "sistema" (facciamo finta che sia questo il suo nome) conviene alimentarlo, se siamo noi i primi (noi che di quest'odio non facciamo parte) a cedere all'egoismo, al menefreghismo e all'indifferenza perché pensiamo sia impossibile sconfiggerlo, allora mi chiedo cosa faranno quelli che all'odio non solo cedono, ma partecipano.
      L'impossibile di cui parli non è poi così impossibile, se fossimo coraggiosi, se fossimo disposti a mettere la vita di altri al pari della nostra sarebbe tutto molto possibile.

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  5. io non lo so perchè l'uomo (certi uomini) sia potuto e possa arrivare a simili "bassezze"...non lo so...me lo chiedo da quando ne ho memoria...me lo chiedo sempre...quella è stata l'apoteosi della cattiveria umana che purtroppo più o meno in varie forme riscontriamo ogni giorno...ieri, oggi e purtroppo anche domani...perchè è inutile prendersi in giro il male esiste come esiste il bene e probabilmente nè l'uno nè l'altro si possono sconfiggere...c'è solo da scegliere da che parte stare.

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    1. Sì, bisogna avere il coraggio di scegliere da che parte stare, lo penso anche io. Bisogna anche prendersi la responsabilità della propria scelta e affrontare le conseguenze che ne comporta.

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  6. hai perfettamente ragione, le tue parole meriterebbero di essere lette da tantissime persone, perchè quanto meno spingono alla riflessione. E' vero, mi unisco anch'io, nel mio piccolo non faccio niente per cambiare la situazione, forse alle volte ci sembrano così lontani e noi siamo così presi dai nostri problemi. Alle volte ti chiedi anche cosa potresti fare tu, persona singola, per dare una mano o forse è la scusa che ci diamo per lasciar perdere. Comunque, in questi ultimi anni più che mai, questi temi stanno ritornando prepotentemente, e la cosa è da brividi.

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    1. Sono contenta che le mie siano parole che spingano a riflettere. Anche perchè io non voglio, e non ho intenzione, di fare la morale a nessuno.
      Fino a prova contraria questo è ancora un paese democratico in cui la maggioranza vince, a volte mi piacerebbe che la maggioranza riflettesse su ciò che pensa, su ciò che fa, su ciò che dice.

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