Fashion de sto cazzo

maggio 21, 2016





Io non ho mai sopportato la triade delle fashion blogger chiaresche. Per la Nasti e la Biasi nutro un profondo scoraggiamento: mi fanno dubitare sul futuro del genere umano, insomma, tra interventi di chirurgia su minorenni e video con milioni di visualizzazioni riguardo un'appartamento nel centro di milano mi viene da pensare che non c'è fine al peggio.
Se sono loro ad essere due tra le più cliccate e seguite rappresentanti della Gioventù Italiana nel mondo dovremmo tutti preoccuparci. Io lo faccio.

Chiara Nasti è una ragazzina che è riuscita a costruire un'immagine di sè stessa tanto carica di genuinità e frivolezza che si è rivelata così poco credibile da non riuscire a scaturirmi neanche un minuscolo germe di dubbio sul suo conto. Può scrivere quello che le pare sulla pagina di presentazione del suo blog riguardo alla  trasparenza che ha nei confronti dei fan, per me rimane e continua a rimanere un'arricchita e superficiale teenager piena di spocchia. 
La grafica del suo blog sembra una bomboniera rosa farcita di gonne leopardate e occhiali a specchio, in cui il suo cognome è seguito ovunque dalla parola Love. Non mi stupirei se venissi a sapere che sopra la carta d'identità ci sia abbia voluto  stampato: Nome: Chiara; Cognome: @NastiLove.  
Poi, siamo sinceri, è anche una coatta della peggior specie, ed il fatto che non faccia altro che collaborare con GUESS e Tezenis è la prova schiacciante del suo animo burino. 





Giuro su Apollo che questa foto l'ho trovata dopo aver scritto quelle cose sulla bomboniera farcita di gonne e occhiali.


Chiara Biasi è la FashionBlogger che mi da meno fastidio, forse perchè non la vedo mai. Con tutta quest'aria di mistero e minimalismo che vole trasmettere di sè forse sta esagerando,dato che non mi capita quasi mai sott'occhio. Chiara Biasi è un po' il cigno nero della rosa delle FashionBlogger più glamour d'Italia: spesso e volentieri si veste di nero e si atteggia da ragazza Tumblr (ossia indossa biancheria di Calvin Klain e pantaloni a vita alta vintage, e mangia insalate di mango con dei centrifugati dall'ambiguo colore verde).
Ha dato al suo blog uno stile molto sobrio W&B, che, se proprio devo dire la mia, non mi dispoace per niente.  Chiara Biasi inoltre vanta di un'altra caratteristica non di poco conto: lei è una figa atomica. Non voglio indugiaresui dettagli del suo fisico perchè a me dello scandalo riguardo la sua troppa magrezza sinceramente non me ne frega una mazza. Quando dico che è una figa atomica mi riferisco al viso: linee spigolose, occhi da cerbiatta, sorriso da principessa e colori mediterranei. #machelevoletedì


Per ultima, come ciliegina sulla torta,  ho lasciato la terza Chiara, la Chiara Amaziiiiing!, la Chiara che ha dato inizio al vero  FashionBlogging in Italia: Chiara Ferragni.
Di Chiara Ferragni so tutto. So tutto non perchè sia chissà quale sua ammiratrice, ma ce l'ho tra i miei contatti Snapchat quindi quando mi annoio clicco sul suo nome e scopro che cosa mangia (se mangia), a quali eventi va, come si trucca, cosa indossa, chi è sua madre, sua sorella, il suo cane, il suo fidanzato, ci manca che sappia quando vada al bagno e potrei scrivere la sua routine giornaliera.
Chiara Ferragni, non so come, è diventata una dei personaggi più influenti della moda occidentale. Lei, che ha il fisico di uno scopettone per pulire il pavimento e la faccia che è un incrocio tra quella di un cavallo e quella di un coniglio, proprio lei decide cosa andrà di moda il prossimo autunno e cosa invece rimarrà invenduto negli angoli delle occasioni dei grandi magazzini.
Cose essenziali da sapere su Chiara Ferragni, la più famosa FashionBlogger di'Italia e forse,  spero molto forse, del mondo: si veste di merda, ma davvero tanto di merda.
La cosa che di Chiara Ferragni mi ha più messo in crisi, e mi ha fatto dubitare sull'intero sistema di immigrazione americano, è la scoperta, sempre tramite Snap. che la prima settimana di maggia lei abbia ricevuto la Green Card. Se Chiara Ferragni ha ricevuto la Green Card io posso diventare cittadina nella Corea del Nord oggi stesso. Lei è la dimostrazione che mio nonno non si sbagliava quando mi diceva: niente è impossibile.


Ludo.

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