Humans of U.S.A

18:23:00

Questo post e` uni dei post più sudati di quest'anno perché A) e` un progetto elaborato che sta avendo giorni, se non settimane, di studi antropologici attenti riguardo la specie umana del Nuovo Continente e B) perché per scriverlo sto usando la tastiera americana di un super fichissimo Mac che Linda mi ha dato in prestito per fare i miei business. E` abbastanza scomoda perché non sono abituata alle distanze tra i pulsanti e soprattutto non c'e` la e con l'accento, quindi sono costretta ad usare questo strambo segno che di sicuro non e` un accento: `
Avverto  i lettori che questo articolo intende generalizzare. Non pensiate male di me: raccolgo solo i fatti delle mie esperienze, se tutti gli stereotipi si rivelano veri non e` colpa mia.

Solo il fatto che qui le persone si chiamino Rachel, o Manny, o Maggie, o Kevin mi fa troppa impressione.





Black people
La prima persona americana con cui ho parlato, appena uscita dalla dogana dell'aeroporto, era nera, e dalla risposta alla mia domanda dove si prende il bus per Manhattan? ho capito che le persone afro americane sono quattro cose: gentili, disponibili, rumorose e soprattutto incomprensibili. Non e` di sicuro inglese la lingua che parlano. 
A pensarci bene la prima persona americana con cui ho parlato, nera anche lei, l'ho conosciuto proprio alla dogana e mi sono dovuta far ripetere almeno tre volte se lo scopo principale della mia permanenza negli Stati Uniti d'America fosse per vacanze o per lavoro. Tre volte sono tante per una che studia Inglese da quando aveva due anni.
Qualche giorno fa io e Tom abbiamo mangiato la pizza sdraiati in delle sofficissime poltrone con gli schienali reclinabili e i poggiapiedi incorporati mentre guardavamo un film alla tv -esiste momento più americano di questo?-. Il film in questione si chiama Barbershop, ancora non e` uscito in Italia ed ero davvero curiosa di vederlo. Il cast e` tutto nero e la più chiara di pelle forse e` Niki Minaj. Avevo visto il trailer qualche mese fa ed essendo ghiotta di commedie chiacchierate e poco dinamiche mi sono accoccolata nella poltrona pronta a goderimi lo spettacolo.
Mi sono addormentata al ventesimo minuto perché, giuro, giuro, giuro, di che cosa abbiano parlato nei miei venti minuti di veglia io non ne ho idea. Non ho capito una sola parola.
Come ho detto le persone nere sono super gentili e questo l'ho appurato una prima volta e l'ho verificato una seconda volta. In cima all'Empire State Building ho conosciuto una deliziosa donna che per mestiere indicava ai turisti quali fossero i palazzi più famosi, quali i nomi dei ponti... Mi scusi, quella macchia verde rettangolare cos'e`? Central Park. Non so il suo nome e lei non sapeva il mio, pero` mi aveva preso in simpatia e attorno all'antenna dell'ESB non faceva che chiamarmi Rome!Rome!. Dolcissima. 
In Texas ho conosciuto un altro ragazzo, un commesso, si chiamava Germain o qualcosa del genere, che ha speso almeno un ora del suo tempo per spiegarmi come funzionassero le SIM card in America. Dopo un tempo davvero troppo lungo per una lezione sulla telefonia statunitense ero esausta e volevo solo andare a casa ad attivare la mia nuova linea, lui sempre sorridente mi ha fatto lo scontrino alla cassa: cinque dollari per un ora di consulenza e ancora non smetteva di essere carino con me. 

White people in New York
I film hanno ragione: i Newyorkesi di New York sono sgarbati e rudi e se non lo sono significa che vogliono venderti qualche stronzata, tipo il berretto degli Yankees che, tra le altre cose, posseggo già. I Newyorkesi non di New York invece sono meglio. Sono quei Newyorkesi che abitano nella City ma che non ci sono cresciuti. Ne ho conosciuti un paio: Dimitrj, un ragazzo di origine russa che vive a Staten Island e che mi ha fatto compagnia per tutto il viaggio del battello dalla Downtown fino all'isola e che mi ha consigliato quali posti evitare per mangiare e quali invece buoni ed economici, ci siamo scambiati gli indirizzi mail e durante la passeggiata sul ponte della barca ha cercato di convertirmi alla ricerca dei Pokemon. Thanks, but no.
A Centeral Park ho conosciuto due adorabili donne biondissime e con i capelli cortissimi che facevano un romantico picnic e che mi hanno scattato un paio di foto sotto mia gentile richiesta. Erano finlandesi e abitavano a Brooklyn, mi hanno invitato a sedermi e a partecipare alla loro merenda a base di frullati ai mirtilli e biscotti vegani. Ho rifiutato, non che non mi andasse di avere compagnia, ma il picnic aveva tutta l'aria di essere un appuntamento lesbo e io non avevo nessuna intenzione di essere d'impiccio, o peggio.

Rube and nouveau riche white people
Di questa categoria fanno parte, in maniera assoluta e senza eccezioni di alcun tipo, sia Linda e Tom sia i loro rispettivi giri di amici, di cui pero` ho intenzione di parlare più avanti. Tutto a suo tempo.
I burini arricchiti bianchi li ho potuti esaminare al meglio in Michigan nel loro habitat vacanziero naturale, durante la mia permanenza nel pacchiano e vistoso Hotel di cui ho parlato nel post precedente.
Questa non poi così rara specie umana e` parecchio ridicola e imbarazzante per diverse ragioni. In primis, cosa che i primi giorni mi dava fastidio ma poi alla fine chissenefrega, e` gente che fa domande di circostanza di cui non importa nulla della risposta. Non importa di dove sei, se di Roma o di Marte, l'importante e` che loro possano sorriderti e dire: Roma? Amazing! Io sono stato in Toscana! Checazzocentra. Allora si risponde che la Toscana e` molto bella e... si viene puntualmente interrotti perché in Toscana loro hanno comprato delle scarpe so expensive!
Da qui ho capito che nelle discussioni con i cafoni arricchiti l'importante non e` interagire, l`importante e` fingersi interessati, poi si può anche pensare ad altro tanto loro non chiederanno mai un parere esterno.
I cafoni si vestono bene quando e` giorno, per essere americani si vestono bene: hanno un gusto piuttosto eccentrico rispetto a quello a cui sono abituata, ma mi aspettavo molto peggio. Collinine d'oro al collo degli uomini a parte, su queste stendo un velo pietoso.
Quando si fa sera e il dresscode richiede un abito lungo ecco che si sbizzarriscono. I programmi di Real Time sugli abiti improponibili delle damigelle delle spose sono veritieri, gli abiti lunghi e brillantanti esistono davvero. Li ho visti con i miei occhi.
Per loro, per i burini, l'apparenza e` tutto, e` più importante delle relazioni interpersonali e il mostrare e l'ostentare diventano un modus vivendi, una filosofia di vita. Ogni cosa -la suola delle Louboutain, le cuffie Bose, i pick up giganteschi firmati Mercedes- deve dimostrare che il nucleo familiare a cui appartiene e` perfettamente omologato al tipo di vita delle persone che frequenta.
La cultura e` un optional, i soldi sono il potere, il denaro fa la differenza tra le persone in e le persone out, i soldi sono tutto. Come mi ha detto Linda un giorno, se voglio studiare  quello che le ho detto che probabilmente studierò all'università  devo trovarmi un marito molto ricco, magari alto nero e che gioca nell MBA. E con questo mi fermo.

Gentlemen 
Gli uomini qui, senza discrezioni di categoria, sono tutti dei gentlemen nei confronti delle donne. Ciò mi ha fatto una certa impressione perché in Italia, in tutta Europa a dire il vero, gli uomini aiutano le donne solo sotto specifica richiesta o se le vedono in forte difficoltà. Qui non e` così, qui gli uomini trattano le donne con riguardo in maniera spontanea e a volte imbarazzante per chi, come me, non e` abituata a tutte queste premure. Gli uomini qui tengono sempre la porta aperta alle donne e le fanno passare per prime. Anche i più piccino lo fanno, e mi e` capitato durante una cena nell'Hotel pacchiano quando un bambino in panciotto e papillon che non arrivava a cinque anni mi ha tenuto la porta con entrambe le sue manine paffute dicendo: lady, first.
Mi sono sentita lusingata, e poco lady.
E di nuovo mi e` successo sulla`aereo, seduta in prima classe -solo il meglio se si viaggia con Linda e Tom- quando l'uomo seduto accanto a me, dopo l'atterraggio, ha tirato giu` il mio bagaglio dalla cappelliera senza che io gli chiedessi nulla. In Europa non funziona così, forse se sto per essere schiacciata dal mio trolley qualcuno si vedrà costretto a darmi una mano. Forse.

Gli obesi
Credevo di essere pronta a sentirmi circondata da persone grasse, ma no, qui si esagera. Ho visto una ragazza che avra` avuto la mia eta` più o meno e che per quanto era enorme, così enorme da avere sulle cosce e sui polpacci delle "pance" di cicca, era costretta a camminare con la sedia a rotelle automatica. Mi chiedo cosa possa mai essersi mangiata una ragazza come me in venti anni scarsi.

I fighi
Dopo più di due settimane negli Stati Uniti mi stavo iniziando a preoccupare. Dove sono i Zack  Efron e Ryan Goslin della situazione? In torno a me erano tutti vecchi e di ragazzi giovani ne vedevo solo quando mi sedevo al bar per ordinare una limonata. Poi, Linda mi ha visto fare jogging una sera e ha pensato bene che per me fosse molto meglio essere iscritta ad una super palestra/spa. E in questo paradiso di sport e relax li ho visti: ecco dove si nascondono i ragazzi che tornano per le vacanze dal college, ecco che giocano a basket, ecco che prendono il sole a bordo piscina. Ecco, guarda come inizierò a coltivare il mio molto nascosto lato sportivo.

Tom's friends
Sono andata a cena a casa  degli amici di Tom con Tom e Linda e i tre fatti che mi si sono rivelati mi hanno aperto gli occhi sulla veridicità delle serie TV.
1. I maschi alpha delle famiglie medio benestanti fanno un barbecue che le nostre grigliate di pasquetta a confronto sembrano omogeneizzati di tacchino per poppanti. Pazzesche, deliziose.
2. Alla fine della serata le padrone di casa tirano fuori i vecchi album di famiglia con fotografie anni novanta di una bambina biondissima di nome Tiffany e delle vacanze in Europa. Lo fanno davvero, non potevo crederci. Che poi alla mia domanda: cool, in Germania dove? mi abbiano risposto: Uh, I can't remember, just in Germany, e` un altra storia.
3. La piccola Tiffany crescendo e` diventata una strafiga atomica di ventiquattro anni, che si veste da dio, che e` simpaticissima, che frequenta un laureando della Georgetown e che indovinate un po`? Mi ha mostrato la tutina da capitana delle cheerleader di quando andava al liceo.

Tom
E` il paradigma perfetto dell`uomo americano: grasso, tonto e gentile. Tom e` piuttosto taciturno tanto che una sera, quando la consorte aveva il ma di testa, mi ha portata a cena nel ristorante dell'Hotel nel Michigan. Io tra i due ero quello meno a disagio, potete quindi immaginare quanto lui si sentisse in imbarazzo, aggiungo che l`argomento di conversazione, l'unico che abbiamo avuto, e` stato il burro. 
A mia discolpa posso solo dire che più cercavo di trovare qualche argomento di conversazione più mi accorgevo che io e l`uomo che avevo di fronte non avevamo nulla in comune e dunque nulla di cui parlare. Io sono una ragazzina frivola, curiosa e piuttosto dinamica, non ho neanche compiuto vent'anni, sono una ragazza di città, e non di una città qualunque; Tom invece e` un sessantenne  silenzioso e timido cresciuto nella periferia di Detroit che ha sposato una donna ricca della Louisiana  con cui vive nel Texas. Argomenti di cui discutere a tavola? Giusto il burro. 
Tom comunque e` un uomo molto gentile e garbato, mi ha comprato una polo fichissima dello Yacht Club.

Linda

Ci vorrebbe un post dedicato solo a lei perché questo si sta facendo un po` troppo lungo e ho ancora parecchia roba da dire, pero` il prossimo vorrei dedicarlo al Texas vero e proprio quindi...

Linda e i soldi
Ogni cosa ha il suo prezzo, si dice, e credo proprio che questa massima l`abbia sparata lei perché ogni oggetto che tocco ha la sua etichetta. La teiera? 400$.
Linda, hai davvero speso 400 dollari per bollire l'acqua?
L`auto? 100.000$ e rotti. Il cibo per i cani? 90$ al kilo. L`anello di diamanti? 28.000$. La copertura dei divani? 200$ a cuscino.
Mi ha mostrato la ricevuta dello stipendio di Tom e quando siamo andate a fare la spesa e io ho chiesto se potessimo comprare un po di pesce lei mi ha risposto dicendo che di salmone non se ne intendeva molto, ma di sicuro quello più costoso sarebbe stato il più buono.

Linda e la cultura
Chiacchierando del più e del meno le ho detto che mi iscriverò senza dubbio ad una facoltà umanistica a settembre. Non l'avessi mai fatto. Ora, per un ora o più al giorno sono costretta a sorbirmi sermoni sulla inutilità delle scienze umanistiche e sul mio futuro da commessa al McDonald e sul fatto che "Il mondo non e` governato dalla cultura ma dai soldi, sweetie, se vuoi i soldi prova a studiare ingegneria oppure economia"
Sempre chiacchierando, mannaggia a me che faccio conversazione,  le ho raccontato che i miei genitori hanno origini sicule e di solito in estate trascorriamo li` le vacanze , per ringraziarla della sua immensa ospitalità le ho proposto di venire a trovarci in Sicilia l`anno prossimo. Ma io sono già stata a Corfù. Mi ha risposto.
Ho taciuto, sventolando bandiera  bianca.

Ludo, ma che stai facendo!?
Leggo.
Leggi!?
Non ho mai tempo a casa e...
Ma hai vent'anni, perché mai dovresti leggere?

Linda e le discussioni
Non ci sono discussioni, lei parla, se per caso provo a dire qualcosa mi guarda seccata sibilando un let me finish che mi da piuttosto fastidio, ma casa sua regole sue.
Il sollievo e` che questa gente non e` amica mia, quindi se vuole parlare da sola senza uno scambio di opinioni a me non frega nulla, basta che mi avvertano, perché io ho altre abitudini.
La guardo, nella sua cabina armadio grande quanto la cucina di casa mia a Roma moltiplicata per due,  mentre mi mostra i vestiti che si e` comprata quest`oggi quando siamo andate a far spese. Roba, so expensive, sia chiaro, roba per cui ha investito 1059$, sia chiaro. La guardo, e mi convinco che in Italia qualcuno mi avrebbe chiesto che cosa io mi fossi comprata. Qui non siamo in Italia, quindi salgo in camera mia e whatsappo le foto dei miei acquisti spendendole ad amici e famiglia. Giusto per avere un po` di sana soddisfazione.

Linda e la generosità
Non esiste donna più generosa di lei. Le vacanze che mi ha permesso di fare in Michigan le ha pagate lei, la bici pazzesca che mi ha comprato l`ha pagata lei, il cibo, la casa, gli oggetti iper costosi che mi presta, le Prada smesse che non può più indossare per i dolori alla schiena e che mi ha regalato.  Neanche Maria Teresa di Calcutta e` così generosa, neanche Babbo Natale fa regali così belli. Sono davvero riconoscente, con lei sto scoprendo un lato del mondo che mi sta crescendo e che, lo dico perché e` vero,  non condivido ma rispetto.

Linda e il movimento
Linda, cazzo, calmati!
A volte lo penso, perché mi fa venire il mal di testa. E` una donna troppo dinamica, testarda, convinta che il suo modo di pensare sia l`unico valido, una donna che non si da pace. Qui e` tutto un ammucchiare esperienze e condividerle su Facebook. Linda, cazzo, calmati e goditi il panorama. Respira, siediti, bevi il tuo caffè con calma, sei pensionata, puoi concederti due minuti di quiete. Non sia mai, lei e` una mina vagante: non si ferma, rimbalza velocissima da una parte all'altra. Mi iscrive in palestra un giorno, mi compra una bici, mi fa cambiare stanza da letto una volta a settimana: prima piano terra, poi piano di sopra, poi seminterrato, poi no, li` ti prende male la connessione, torna di sopra, aspetta no di sotto.
Il caos e` accaduto quando dovevamo prendere l`aereo per il Michigan: un giorno partiamo il giorno dopo no, poi si poi no, poi due si di fila e poi il giorno prima della partenza di nuovo no, assolutamente no, Linda non può lasciare i cani per cinque giorni. Allora mi stavo mettendo a letto quando e` piombata in camera mia dicendo che la sveglia sarebbe stata per le cinque e mezza per poter prendere l`aereo in tempo. Ho dovuto fare la valigia alle undici di sera.

Linda e Barbie Principessa
Continua a ripetermi di non essere mia madre, come se io non lo sapessi.
So benissimo che lei non e` mia madre e che io non sono sua figlia, grazie ti ho conosciuto due settimane fa, piuttosto lei per me e` una bambina di dieci anni e io per lei sono la sua Barbie Principessa.
Mi ha comprato uno spazzolino elettrico e un attrezzo che spara acqua nella bocca perché diceva che i miei denti non erano abbastanza bianchi.
Mi dice come vestirmi, e gli stesse mai bene qualcosa: ma non hai un paio di jeans? Si lamenta quando indosso i pantaloni di stoffa. Ma non hai un paio di shorts? Si lamenta quando indosso i jeans. Ma non hai un vestito casual? Si lamenta quando indosso la gonna. Ma non hai un vestito più lungo? Si lamenta quando indosso il copricostume.

Linda e la puntualità
Linda non conosce questa parola. Il suo faccio la doccia e usciamo significa che dopodomani forse ci incammineremo e il suo sono pronta! significa che non e` pronta manco per niente.

Linda e i cani
Quando mi dice che ha passato sei ore nello stesso negozio, ossia lo stesso tempo che ho impiegato per visitare l'intero centro commerciale, provo pietà per la povera commessa che l`ha dovuta sopportare. Poi penso a me, che ci sto insieme 24h, e poi penso ai cani, che se la sorbiscono sempre.
I cani di Linda sono più importanti dei figli di Linda, lo ha confermato lei stessa.
Sono due animali obesi e buffi che dispongono di così tanti accessori che manco per un figlio si spendono così tanti soldi. Linda li porta a spasso con il passeggino per quadrupedi e durante i  cinque giorni in Michigan li ha affidati a tre dogsitter diverse: una per il giorno, una per la sera e una per la notte. I cani mica possono dormire tranquilli se non c'e` nessuno in casa, non so se mi spiego.
I cani hanno diritto di uccidere di abbaiare di svegliarmi di saltarmi sul letto di rompermi le palle... ma non saranno mai fastidiosi come il mio cane a Roma, il mio cane non lo batte nessuno, quindi 0-1 per me e palla al centro.

Linda e la coerenza
Come la puntualità anche la coerenza non sta nel vocabolario personale di Linda. Linda non sta attenta a ciò che dico, a Linda non frega proprio nulla di ciò che dico, Linda quando parla sta attaccata al cellulare, Linda mi interrompe ogni due per tre, ma se per caso io dovessi cercare sul traduttore del mio telefono una parola che lei ha detto e che non so cosa voglia dire, allora apriticielo, addio, e` stato bello conoscervi.
La totale assenza di coerenza l'ho capita prima di partire per il Michigan, perché nei giorni in cui diceva che non saremmo partiti il Michigan le faceva schifo, non c'e` nulla, solo verde e laghi, che schifo, e poi e` umido e che merda che schifo il Michigan! Poi, una volta partiti, e` stato tutto un postare su Facebook foto di laghi e foreste con didascalie sdolcinate.  

Ci sono altre mille e duecento cose che potrei dire su Linda, ma davvero, ho pena per voi che leggete tutta questa roba.

Ludo.


















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10 commenti

  1. Ora capisco perché quell'uomo è così: Linda!

    CervelloBacato

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    1. Non so se mi fa piu pena lui o i cani.

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  2. linda è troppo anglosassone ricca. troppo.
    LOL

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  3. Ma com'è che sei ospite a casa loro? Che io mica l'ho capito...
    Comunque buona fortuna! :)

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    1. Amici di amici di altri amici. Cose così per risparmiare sugli alberghi.

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  4. Mi hai ricordato i miei zii in america... anche gli italo-americani arricchiti non sono da meno.
    Leggendo tutto il racconto ho temuto per la tua gastrite.

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