#HowToSurvive alla Maturità - Prima Settimana: Volpi

giugno 09, 2016

#HTS alla Maturità è la nuova attesissima -da me, non da voi- piccola raccolta di articoli che ho deciso di scrivere in onore dei miei esami statali. Forse sono l'unica maturanda d'Italia a desiderare intensamente di dare la Maturità per poter definitivamente chiudere un lunghissimo capitolo della mia vita. 



L'ultimo giorno di scuola della mia vita è stato ieri. 
Dall'altro ieri non è cambiato niente: eccetto i quadri, che sono stati appesi oggi pomeriggio nell'atrio del mio liceo, eccetto il fatto che oggi ho studiato anche se la scuola è finita, ma anche l'altro ieri studiavo, quindi non fa niente; eccetto il fatto che a settembre O. non si siederà al nostro banco -il terzo nella fila di sinistra-, e che non darò l'esame di recupero di greco; eccetto il fatto che il caffè schifoso del bar di scuola non lo prenderò mai più prima dell'interrogazione d'italiano, e un po' mi spiace non ricordare l'ultimo che ho bevuto.
Quando ho fatto vedere a mio padre la foto che ho postato su Instagram, quella del panorama -bellissimo- che si vede dalla finestra del bagno delle ragazze del secondo piano, lui mi ha guardata e mi ha detto: Ludo, ti mancherà e non potrai farci niente.
Non credo che mi mancherà perchè la mia vita è stata aggrappata e legata al liceo per troppo tempo, voglio andare avanti e se per caso dovessi provare un sentimento nostalgico guardando indietro verso il portone della mia scuola sono pronta a giurare che sarà paura del futuro e non malinconia del il passato. 
Non mi mancherà, lo so. L'ho odiata troppo per sentirne la mancanza. Non potete capire quanto io l'abbia odiata.
E' strano perchè pensavo che ieri -dopo il conto alla rovescia, la foto di classe, l'ultima campanella, il gavettone con l'idrante anti incendio e lo spumante in cortile- sarei stata contena, liberata, svuotata, sollevata. Invece no, invece sono tornata a casa e, guardando un documentario su dei pulcini di oca che si buttano giù da una rupe alta trenta metri per imparare a volare, ho pianto. Solo un terzo dei pulcini in media sopravvive al salto, il resto muore sbattendo contro la roccia durante la caduta, infine viene mangiato dalle volpi.

Ludo.


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4 commenti

  1. Sono passati sette anni ormai dal mio ultimo giorno di liceo. Anche io l'ho odiato tanto, con tutta me stessa. Sai cosa mi manca adesso, però? Non poter tornare indietro e vivermela con la spensieratezza giusta.

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    1. Forse, un giorno lontano tra sette anni, sarà così anche per me.

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  2. Anch'io al liceo, l'ultimo anno, non vedevo l'ora di voltare pagina... e non perché ci stessi male e lo odiassi, semplicemente avevo voglia di andare all'università, crescere, andare a vivere fuori casa (erano altri tempi, allora...).
    Il fatto è che la vita chiama. Forse un giorno (diciamo tra una ventina d'anni) penserai che sì, probabilmente i tempi del liceo erano spensierati. Però non si può fare a meno di desiderare di vivere e diventare grandi. Almeno, è così per me, nonostante nel mio caso significhi incedere oltre la metà della vita, e quindi, grosso modo, verso una parabola di forma fisica discendente.

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