Postumi del GiornoGioiGlorioso - Interminati spazi e sovrumani silenzi

12:45:00

Avrei voluto scrivervi del GiornoGioiGlorioso quale è stato il 29 febbraio, giorno che è iniziato alle due e venticinque del mattino con BBF per guardare la Notte degli Scintilli in diretta, che è proseguito fino alle dodici con l'interrogazione di Letteratura su Dante, Pirandello, Svevo e Futurismo -non so se avete capito bene:  Dante, Pirandello, Svevo e Futurismo, tutto insieme-, e si è conclusa alle nove e mezza di sera con il mio anti stress momentaneo preferito, ossia la catalogazione della libreria di casa mia.
Avrei sviscerato tutto con particolari sentimentali, snocciolato la mia gioia per la vittoria di Di Caprio, elencato le figure retoriche di Paradiso I vv,79, lodato la terapia contro le ansie basata su ammassi di libri polverosi da sistemare nelle mensole del mio salotto...
Invece no. 
Invece no.
Invece no.
Invece no.

Io sento il bisogno di sfogare il mio impellente desiderio di non accontentarmi di un giorno solo, che tra l'altro capita anche una volta ogni quattro anni, per prendermi il lusso di essere serena. Io ho la necessità fisica di dire che la mia Grande Lista delle Cose da Fare per Essere Serena non mi basta, perchè io non sono fatta in questo modo schematico e quadrato: sono asimmetrica, e per quanto mi sforzi di entrare nello stampino quadrato che creo per la vita che vorrei vivere, non ci riesco. Io non ci riesco, cazzo.
Lo stampino quadrato è bellissimo, chiaro, perfetto, giusto, eppure non ci entro,  non mi soddisfa. Il GiornoGioiGlorioso è stato bellissimo, perfetto, ma non mi basta.

Alice la mattina prima di fare colazione pensava a sei cose impossibili, che poi però non si sono rivelate così impossibili, diciamocelo. 
Di sei cose impossibili io ne conosco sei miliardi, ma una di queste non capisco proprio perchè debba essere impossibile: lo spazio.
Lo spazio per stare da sola in silenzio, senza il sottofondo fastidioso e ronzante del televisore che mia madre lascia e desidera lasciare acceso dalle due del pomeriggio fino alle undici di sera. Ogni giorno, tutti i giorni. Otto ore consecutive di Vita in diretta, Masterchef, Uomini e donne, Chi l'ha visto, L'eredità, X Factor, Tg 1,2,3,4,5,,6,7,8,9,,10,11,12...
Voglio lo spazio di una camera tutta per me, come disse la saggia Virginia Woolf. Una stanza tutta mia in cui oltre ad un bellissimo silenzio bianco ed innocente ci sia ordine. Nessuna tutina di ginnastica artistica sulla scala del letto a castello, nessun raccoglitore di catechismo sul pavimento, nessun compasso sulla scrivania, nessun letto oltre al mio, nessun letto a castello soprattutto, come è ora il mio. 
Lo spazio morale della privacy anche, nel senso che non devo aver bisogno di chiudermi a chiave nella mia stanza per rimanere in pace, basterebbe la buona educazione, tipo il bussare. Voglio avere uno spazio mio in cui lasciare cose e ritrovarle. Se lascio il mio cioccolatino di San Valentino per un'ora incustodito sulla mia cassettiera lo ritrovo, nessuno se l'è mangiato. Se lascio il telefono in cucina eccolo là, ce l'ho lasciato io certo che lo ritrovo. Voglio non essere spiata da mia madre dalla porta finestra della mia camera perchè mi sono chiusa in camera a chiave, voglio che non le interessi cosa io faccia quando sono dentro, e che se le interessa davvero almeno voglio che abbia l'autocontrollo di dirsi: starà studiando/leggendo/messaggiando/scopando/uccidendo il cane/cucinando una torta sulla libreria/, lasciamola in pace va'.
Voglio tornare a casa mia e stare da sola nel mio spazio e godermi lo spazio di leggere un libro nel silenzio, di scrivere due righe senza essere interrotta ogni due sillabe, di fare la cacca senza che nessuno spinga la maniglia del bagno e mi chieda urlando se ho visto il caricatore dell'ipad, di svegliarmi la mattina senza dire buongiorno a nessuno perchè in casa sono ci sono solo io, di non dover litigare con i miei fratelli per chi porta a spasso il cane nelle domeniche di pioggia, di non avere un cane, di non rispondere al telefono fisso se non voglio parlare con nessuno, di girare in mutante e reggiseno d'estate senza sentirmi dire quanto sono cafona, di bere solo limonata fatta in casa e di mangiare solo carote per pranzo, di saltare i pasti, di non chiedere nessun tipo di permesso, di crearmi i miei orari, di accocolarmi su una poltrona per vedermi un film senza dover eliminare il volume durante le scene di sesso, di fare sesso senza preoccupazioni sulle tempistiche di terzi che prima o poi devono tornare a casa. Io voglio godermi lo spazio in di una vita che creo su misura per me stessa, una vita asimmetrica piena di spazio per muovere le mie forme.





Ludo.

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11 commenti

  1. 8 ore consecutive di tv?
    le verrà il mal di testa... (consiglio una terapia di disintossicazione; anzi di un esorcismo)

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    1. Otto ore accesa, che poi non la guardi è un'altra storia...

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  2. si chiama indipendenza
    e costa

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    1. Che bella parola, I-N-D-I-P-E-N-D-E-N-Z-A. Molto bella.

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    2. magnifica.
      difficile, a volte faticosa, ma la più bella in assoluto.

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  3. ...mi unisco al commento del K: ciò che hai descritto è una parola semplice, indipendenza, e non è gratis e non è semplice... affatto!
    ma forse nel tuo caso è anzitempo, fatti coccolare da quella mamma e dalle sue 8 ore di TV ancora un po...

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    1. Eh lo so, le cose belle sono belle perchè costano denaro, tempo, spazio. Per ora sogno e progetto, magari l'anno prossimo...

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  4. Eh ci siamo passati tutti purtroppo, il problema della tv ce l'ho anch'io con mia sorella che proprio non riesce a stare in silenzio, mia madre invece è più discreta e menomale che i miei sono separati così non ho mio padre 7/24 che è un vero pesantone, roba che devi spiegargli ogni passo che fai. Tieni duro... cerca di ritagliarti quanti più momenti puoi e vedrai che prima o poi arriverà la luce anche a te!! (<--Oddio con quest'ultima frase mi sono sentita per un momento Barbara D'urso) O_O

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