Roma Bene - Ritratto di un Pariolino onesto

20:43:00

Questa la racconto perchè il mondo deve conoscere la vera identità del Pariolino romano. 






Federico ha ventuno anni e vive a Piazza Ungheria nel quartiere residenziale più borghese della Roma Bene.

Nella sua villetta di famiglia di tre piani, dotata di gazebo, cabine armadio a doppie ante, alloggi per la servitù, garage coperto e gerani alle finestre,  Federico abita con i suoi: con il padre Carlo, avvocato/uomo d'affari/chirurgo sulla cinquantina, è di destra ma non berlusconiano, tifoso della Lazio e amante del poker e del formaggio francese, in più si scopa la sua collega londinese ogni volta che è costretto ad andare in UK per un convegno; Federico abita anche con sua madre Isabella, lei è una ginecologa/wedding planner, è sulla cinquantina come Carlo, ma al contrario di tutte le cinquantenni comuni mortali Isabella dispone della pelle più curata ed idratata di Roma Nord. E' collezionista di borse firmate, iscritta a GreenPeace, e amante sia dei romanzi russi sia di Vanity Fair, in più per fare dispetto a Carlo si scopa il maestro di pianoforte della piccola Olimpia. All'ultimo piano della villetta infatti c'è proprio la stanza di Olimpia, la sorella minore di Federico: classe 1999, patita delle borse di sua  madre e frequentatrice compulsiva di tutti i parrucchieri e le estetiste da Via Panama all'Ambasciata Svizzera. Olimpia frequenta il liceo internazionale americano come ha fatto Federico prima di lei, e Lorenzo, ancor prima di lui. Sogna ad occhi aperti il vestito di Michael Kors per il suo diciottesimo e ha perso la verginità nel 2006. No, scherzo dai, l'ha persa l'anno scorso, nel 2006 ha fatto il suo primo pompino. 
Nonostante non abiti più nella villetta che affaccia su Piazza Euclide è necessario nominare anche Lorenzo in questo delizioso quadretto familiare, perchè tutto ciò che io racconterò di Federico, prima di lui l'ha fatto paro paro suo fratello maggiore Lorenzo, e quello che sta facendo ora Lorenzo è quello che farà paro paro Federico. Le vite dei Pariolini sono così: certe, sicure, stabili, tutte uguali tra loro.
Lorenzo, dicevo, dopo essersi laureato a calci in culo -perdonate il francesismo- in giurisprudenza/economia alla LUISS/ in medicina al Campus Biomedico ha ottenuto grazie una raccomandazione un posto fisso in uno studio medico/legale/notarile/commerciale a Boston. Ora vive lì e va a trovare tutti i fine settimana -sì, Lorenzo si ammazza di lavoro- in California la sua fidanzata fashion blogger.


Dopo essersi diplomato alla scuola americana Federico ha lanciato al figlio della filippina che lavora a casa sua 24h il suo SH 125 per guidare l'Audi A1 che nonno Lorenzo -ottantenne e berlusconiano convinto- gli ha regalato per i diciotto anni. Guidando con la Marlboro bianca accesa tra le dita e musica elettronica sparata nelle casse, Federico parcheggia quattro mattine alla settimana al parcheggio della LUMSA per seguire -quando ne ha voglia- i corsi di scienze politiche.
Federico ha la media del 21 e nel portafogli solo banconote da 50 euro.

Il suo gruppo di amici è ristretto ed intimo, i suoi membri sono accuratamente selezionati secondo alcuni criteri che noi plebei non possiamo neanche immaginare: c'è Luca, compagno  di banco  storico, figlio di amici di famiglia, romanista sfegatato e suonatore di pianoforte; c'è Michele, silenzioso e ricco, capitano della squadra del calcetto e amante della birra; ed infine a chiudere il magico trio dei moschettieri di Via Romania c'è Ettore, che tira di box ed è abbonato allo stadio in Curva Nord.

I quattro dell'apocalisse, come ogni buon gruppo di pariolini schierati, ha un proprio dress-code che deve seguire alla lettera secondo uno statuto speciale firmato da Mussolini in persona e segretamente custodito nei meandri dei quartieri alti. 
Per il giorno è imperativa la maglia monocolore di cotone Ralph Lauren, il pantalone semi-attillato, le Adidas Superstar ai piedi, il maglioncino della Tommy Hifiger allacciato ai fianchi -anche in agosto- e l'immancabile smanicato Moncler ; per la sera elegante il pariolino propriamente detto indossa il completo su misura blu scuro con cravatta e il mocassino in pelle; per la sera smart invece Federico e la sua combriccola di Maschi Alpha utilizzano l'outfit da giorno sostituendo però le Adidas con le Clarks beige. 
Ovviamente al di là dalla setta composta da membri solo maschili esiste anche la fauna femminile: Lavinia, Giulia e Flavia, le quali no, non sono uscite da un'orazione di Cicerone, ma di certo sono tre discendenti delle famiglie pseudo-aristocratico della Roma Bene. 
Lavinia è l'unica del gruppo ad aver frequentato una scuola pubblica e si è diplomata senza pagare nulla oltre alle tasse obbligatorie, ora studia alla LUISS economia e spera di entrare alla Bocconi per la specializzazione in Marketing dell'Alta Moda; la sua ispirazione di vita è Chiara Biasi, e con questo lascio all'immaginazione dei lettori il punteggio del suo quoziente intellettivo.
Giulia e Michele stanno insieme dalla primo anno di liceo, stessa scuola sezioni diverse, si lasciano ogni estate e si ricongiungono ogni Settembre, la vita di Giulia è sempre filata liscia se non si conta quella corsa al consultorio al terzo anno di superiori.
Flavia invece è troia e ne va fiera, non c'è molto da aggiungere perchè purtroppo - o meno male..- i bagni delle discoteche di piazzale Olimpico non possono raccontarci niente...






Ritornando a Federico anche lui ha avuto una ragazza fissa al liceo, una storia adolescenziale durata due anni con una radical-chic che aveva la passione per la musica indipendente e il papà amministratore delegato della Mondadori. Uso il passato perchè dopo il diploma lei è andata a studiare lettere antiche a Londra e al nostro Fede non ci pensa più. Fede dopo di lei non ha avuto altre storie serie, ma si è sempre lasciato attrarre dal fascino delle finte pischelle alternative che si vestono di stracci e alle manifestazioni a Piazza Venezia sventola la bandiera rossa della CGIL con orgoglio, tanto la raccomandazione per scalare le graduatorie dei candidati per il posto ad Equitalia ce l'hanno già. 
Diciamoci la verità a Fede le Parioline non piacciono tanto, troppo truccate troppo perfette, preferisce la ragazza ricca e struccata, meno perfetta, meno sua madre, ma pur sempre aristocratica.

Fede è single per ora e non riesce a capire questa nuova moda di portarsi a letto quelle del 2000. Ettore se ne è scopata una l'estate scorsa e adesso sta cercando di approcciarne un'altra conosciuta all'Art Cafè.  Dice che le 2000 sono la svolta, perchè non si accollano e vogliono farsi togliere la verginità il prima possibile.
Federico non ce la fa, ci ha provato ad uscire con la gemella dell'amico della cugina di quel conoscente di Giuliano, ma ogni volta che la vedeva sistemarsi il trucco non faceva che ripetersi che quella tizia lì non era solo una quindicenne bionda e vergine -forse-, era una quindicenne, bionda, forse vergine e ancora più piccola di sua sorella Olimpia.

L'altro ieri Fede è uscito per un caffè con una plebea conosciuta al Circeo alla fine dell'estate, solo per sapere che effetto fa mischiarsi ai poveri. Senza dirlo a nessuno ha dovuto ammettere a sè stesso che uscire con Ilaria non gli è dispiaciuto. Le ha mandato un messaggio questa sera ma lei è evasiva, distaccata, e Fede non capisce perchè, non se ne capacita. Perchè una normale ragazza di piazza Bologna non lo tratta come lui si aspetta di essere trattato?
Forse perchè alla fine di quel primo fatidico incontro il caffè Federico non l'ha offerto ma se l'è fatto offrire. E va bene che Ilaria è una ragazza che non ha bisogno di nessuno che le offra un euro e venti di caffè, che è intelligente, forte, con dei progetti e dei sogni, e tutto vero sì, ma le aspettative che si era fatta su Federico erano diverse. Il caffè Federico, che quest'estate ha visitato l'Africa del Nord e la Est Coast degli States, avrebbe potuto anche offrirlo, e avrebbe potuto anche evitare di chiamare con disprezzo e disgusto l'autobus 'strascicapoveri'  prima di accompagnarla alla fermata. 






Federico fissa lo schermo del suo Iphone 6 e si chiede perchè Ilaria gli risponda a monosillabi. 
Ilaria dall'altra parte di Roma, la parte normale, si domanda come abbia potuto davvero pensare che un Pariolino si potesse dimostrare diverso da quello che è. Federico è stato sincero, onesto, non ha finto di non essere l'aristocratico posh e viziato che è sempre stato, che desidera essere  e che sempre sarà.


[Il racconto è ispirato da una storia realmente accaduta] 


Ludo.

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9 commenti

  1. Trama degna di una soap giovanile, secondo il mio modesto parere Ilaria non deve nemmeno preoccuparsi di porsi domande su Federico, prima di salire sullo "strascicapoveri" avrebbe dovuto mandarlo a cagare aristocraticamente.

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    1. Ahahaha Ilaria lo ha maledetto per giorni..vale?

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  2. Mi ricorda un pò lo stile di Tre metri sopra al cielo, e non è un insulto ma un complimento, perchè all'epoca quel libro m'era piaciuto. Più che altro m'è piaciuto lo stile di scrittura, appunto, mentre la trama è quella che è.
    Se hai inventato tutto di sana pianta - anche se dici che è ispirato ad una cosa vera - ti faccio un altro complimento, perchè io non avrei la fantasia per immaginare neanche un quarto di quello che hai scritto. Riguardo i pariolini per fortuna abito molto molto lontano da quella zona e ho frequentato posti in cui è difficile trovare i ricchi, per cui non ne conosco nemmeno uno. Vedo che quello che si dice non è molto diverso dalla triste realtà.

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    1. Purtroppo sono una serie di storie vere in un unica storia inventata da me..

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  3. Saranno anche antipatici quegli individui lì, ma io li ho sempre un pò invidiati, beati loro, hanno tutte le strade spianate, possono avere tutto ciò che desiderano con il minimo sforzo. Certo che però anche se hanno i soldi in tasca, potrebbero comportarsi meglio, tipo anche se hai la borsa da 1000 euro non significa che hai il diritto di insultarmi, ma in questo ci perdono loro, se non facessero gli schizzinosi avrebbero l'oppurtunità di conoscere un sacco di persone, scambiare idee, opinioni...

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    1. I soldi non fanno la felicità, ma è meglio essere ricchi ed infelici che poveri ed infelici .. Comunque sì, il pariolino onesto è invidiabile.

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  4. A me onestamente più che rabbia individui così fanno tanta pena. Non avranno difficoltà "serie" (o non saranno in grado di viverle come tali, vedi corsa al consultorio in terza liceo e poi, immagino, dritta a prendere il cappuccino al bar) ma cielo che vita vuota. Non hanno entusiasmo per niente, manco nel disprezzo per i poveri che si strascicano nell'autobus. Sai che noia?

    E s'è pure fatto scappare Ilaria, pora stella (beata lei, però).

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    1. Oh no, loro sono entusiasti. Sono incredibilmente superficiali e materialisti, ma non credo che questo faccia di loro delle persone meno passionali. Sono sicura che nel loro mondo ovattato dai pregi e del lusso sperimentino anche loro una certa dose di gioia.

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    2. ma la passione in sé non dona felicità o gioia, spesso solo una soddisfazione momentanea. Se sei superficiale e materialista, non riesci a sperimentare le cose abbastanza a fondo da "sentirle", renderle tue...che credano d'essere felici, questo è sicuro, ma che lo siano è un altro paio di maniche ;)

      Il fatto che mi facciano pena non li rende migliori, eh. Hanno un cervello che funziona come quello di tutti gli altri, se fanno girare gli ingranaggi al contrario è per scelta personale, quindi sempre cacche sono.

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