Come farsi monitorare la vita da un Iphone - Pochi e semplici passi per diventare un disagiato sociale

14:15:00

Steve Jobs era un visionario, ha detto mio padre, è riuscito a fare di un'idea astratta un oggetto concreto.
Ora come ore non riesco a concepire la mia esistenza -anche quella spirituale- senza il mio amatissimo e veneratissimo Iphone. Noto con un po' d'angoscia che dal momento stesso in cui esco di casa fino a quello in cui non rientro, la mia mano stringe -in maniera più che ferrea, visti i ladri che girano indisturbati per la metro - l'Iphone.Riflettendoci su sono arrivata alla conclusione che la mia vita è monitorata dal mio cellulare: alle sei e mezza squilla per svegliarmi, fino alle sette lo uso come orologio -io detesto il ticchettio perenne al polso, anche se trovo gli orologi un tipo di accessorio parecchio elegante-, dalle sette fino alle otto diventa il mio stereo portatile personale, dalle otto fino alle due del pomeriggio lo impiego come calcolatrice, micro PC e - finalmente- come telefono. Poi di nuovo diventa un Ipod fino a dopo il pranzo, quando  finisce la sua giornata come PC su cui leggere le notizie del giorno e rimanere in contatto con il mondo esterno.
Rimanere in contatto con il mondo esterno, è davvero quello che faccio? Io rimango in contatto con il mondo esterno quando fisso la home del mio Iphone 5c?
Ho percepito uno strano senso di solitudine quando un sabato pomeriggio io, mio padre e mio fratello ci siamo seduti in salotto, la stanza in cui di solito chiacchieriamo amabilmente -con amabilmente intendo mio padre che suona il pianoforte, mio fratello con lo stereo a palla e mia madre che si lamenta per il mal di testa-. Io stavo seduta sulla poltrona, mio fratello spaparanzato su un divano e mio padre sull'altro.  Ero impegnata a far caricare sul mio Iphone un bel film che di caricarsi proprio non voleva saperne e ho fatto l'errore di alzare lo sguardo dal display nell'attesa. Mi ha sconvolto la posizione in cui tutti e due i maschietti di casa si trovavano: auricolari alle orecchie, schiena appoggiata ai cuscini e cellulare in mano. La cosa più scioccante è che io ero appoggiata alla poltrona nello stesso identico modo: cuffiette, Iphone e un po' più di eleganza. Il punto purtroppo non è l'incapacità dei miei parenti di dare una parvenza di eleganza nel accomodarsi sui divani, bensì il fatto che sia stato solo un puro caso che io abbia notato che anche mio padre e mio fratello fossero seduti nella stanza con me,e che invece di socializzare -o litigare, per intenderci-, come dovrebbero fare le persone normali in un salotto l'una difronte all'altra, ce ne stavamo in silenzio a schiacciare tasti touch sullo schermo dei nostro rispettivi telefoni.
Un'altro episodio che mi ha colpita come una Pluffa -ogni riferimento da nerd è puramente casuale- in pieno petto è la dimostrazione tangibile del desiderio incontrollato che la gente ha nel dare al prossimo l'illusione di aver vissuto una determinata esperienza in maniera eccitante e fantastica anche se in effetti non è risultata tale. Mi spiego meglio con un esempio di vita vera: conosco una persona(non di Roma, dettaglio di cui capirete l'importanza poco più avanti) che ad una cena a cui ha partecipato con me si stava annoiando da impazzire perché non conosceva la compagnia, al momento del dolce è arrivato il suo semifreddo al cioccolato molto scenografico. Ho visto questa persona prendere il cellulare -non dalla tasca ma dalla mano sinistra, non se ne è liberata neanche per andare in bagno- fare una foto al proprio piatto e digitare qualcosa sullo schermo tutta orgogliosa. 
La mattina dopo quando ho aperto Facebook per controllare cosa dicesse il mondo mi sono ritrovata la foto del semifreddo in prima linea sulla bacheca, con un'innumerevole serie di commenti -decisamente troppo abbondanti di punti esclamativi- e una quantità di mi piace che avrebbe fatto invidia alla pagine sull'oscar mancato di Leonardo di Caprio. Siete curiosi di sapere cosa dicesse la didascalia dell foto del semifreddo? -Fa niente, ve lo dico lo stesso-
Serata grandiosa, un bacio da Roma.
Davvero molto triste. Ma forse la cosa più triste è che ogni foto, post o commento viene preso dai lettori come oro che cola. E sicuramente la cosa più preoccupante è che vista la nostra ingenuità -censuro il primo termine che mi è venuto in mente con un termine politicamente più corretto qual'è ingenuità- siamo facilmente plasmabile da qualcuno il cui intento non è solo quello farci credere che la sua serata sia stata grandiosa.
L'ultima esperienza che mi ha interdetta -da queste scenette di vita quotidiana non ne sono uscita scandalizzata o terrorizzata, né tanto meno ho l'impressione di aver aperto gli occhi su un mondo di conviti sinceri ma bugiardi e insicuri cronici. Mi hanno soltanto fatta sentire un po' perplessa-, dicevo, l'ultima esperienza che mi ha interdetta è stata a casa di mia nonna durante l'ultima riunione -disastrosa, ma questa è un'altra storia- di famiglia. 
Dopo una serie infinita di urla e litigi la donizzina di cugini della quale faccio parte si è seduta nel salotto della nonna per una conversazione amichevole. 
Ah, no. Nessuna conversazione. La foto qui accanto esprime esattamente il concetto di quello che abbiamo fatto il pomeriggio tutti insieme a casa della  nonna. Per inciso anche io avevo in mano il mio -veneratissimo- Iphone visto che lo scatto è mio, in più questo adorabile terzetto rappresenta solo un terzo dei miei -amatissimi- parenti, ergo i restanti sei adolescenti erano seduti sui restanti due divani, intenti nella medesima operazione dei primi cugini paparazzati dalla sottoscritta.




Nel caso aveste qualcosa da dire -il che mi rende sempre molto lieta- potete farlo qui sotto nei commenti. 



Ludo.


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5 commenti

  1. Ricambio volentieri la visita e ti ringrazio per quello che sì, è un complimento, poiché tale ha voluto essere.

    E comunque meglio Android.
    :P

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  2. Ma sei poi così sicura che il mondo reale sia quello ceh vedi attraverso gli occhi e non quello che il cellulare trasmette?
    Ok, probabilmente quello tangibile è più probabilmente il mondo vero in cui dovremmo vivere ma è forse il migliore?
    Il mondo (inteso come pèopolazione mondiale) non si rifugia forse nello scermo dell'AIFON, perché schifato da quanto lo circondi? Avere più di una personalità mi permette di guardare il mondo con occhi differenti a seconda del momento della giornata... Ora lo guardo dal cellulare (non ho un aifon, ho qualcosa di credo quasi antiquato ma che mi permette di andar sul web) ora attraverso la finestra di casa o dell'autobus, ora attraverso le pagine di un libro.
    Sai cosa vedo, quando passeggio per le città (a volte la mia, a volte la tua)?
    Vendo volti tristi. Volti pensierosi, rassegnati, nervosi, irrequieti. Volti che viaggiano senza allegria a quella che sarà la loro giornata o con delusione a quella che è stata la loro mattinata.
    Gli unici sorrisi che vedo, sono rivolti a quelle piccole finestre luminose che ognuno di noi porta con sé.
    Per fortuna, nella mia piccola famiglia di piccola città, noi troviamo ancora modo di dialogare (senza litigare, il più delle volte; non credo anzi di aver mai assistito ad un litigio, nelle nostre riunioni di famiglia ma sarà dovuto al fatto che non ci vediamo mai) senza perderci nei rispettivi schermi (ma senza abbandonarli, sempre pronti a rispondere ad un eventuale sollecito).

    L'essere umano cerca la felicità dove pensa di poterla trovare. Evidentemente, il mondo materiale non rientra in questi luoghi...

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    Risposte
    1. Sono d'accordo con te, per un certo verso. Ma credo che rivelare in faccia ad una persona i propri sentimenti sia molto più coraggioso che scriverlo su una tastiera, e credo anche che andare ad affittare un film con gli amici sia molto più divertente che vederselo al computer chiusi dentro la propria stanza. A me sembra che tutto quello che sono veramente venga filtrato dal mio -ripeto, amatissimo- IPhone e che alla gente arrivi solo quello che si aspettano che io sia.
      Ps: Questa morale te la fa una che venderebbe sua madre piuttosto che perdere il proprio telefono.

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    2. A volte i sentimenti di una persona sono talmente confusi che la persona stessa è incapace di realizzarli (figuriamoci di esprimerli).
      Esprimerli (o lasciare che traspaia solo ciò che chi legga voglia leggere) tramite un cellulare (o comunque attraverso uno schermo) è ovviamente più semplice e necessita di meno coraggio.
      Con gli amici è bello guardarsi un film e commentarli tutti assieme (certo molto meglio di guardarli chiusi in una stanza) ma tante volte restare in solitudine, con la compagnia di un film, che ti trascini via dal mondo, è la sola cosa che riesci a desiderare.
      Ps: spero non sembri che io cerchi di fare una morale. Mi limito a leggere ed esprimere ciò che la mia mente elabora di rimando.

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  3. Ciao Ludo, eccomi qui a ricambiare la visita!
    Dunque, hai fatto una fotografia (no, non con l'Iphone XD) di una situazione effettivamente reale.
    Ormai tutto è scandito dal nostro cellulare... ed è vero che tendiamo ad... ampliare la realtà più di quanto essa sia. E' una diretta conseguenza di questo mondo dell'apparire.

    Moz-

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